L’Anticonformista Indipendente torna dopo il referendum per riaffermare la propria neutralità politica: non sosteniamo né il Sì né il No, ma chiediamo ai lettori un atto di pensiero critico per guardare oltre la propaganda e pretendere responsabilità reale da chi esercita potere.
Introduzione: neutralità e richiamo alla responsabilità
L’Anticonformista Indipendente è tornato volutamente dopo il voto per dimostrare la propria autonomia. Siamo contro la corruzione ovunque si annidi, nella politica come nella magistratura; quando pubblici ufficiali si lasciano corrompere, infangano le istituzioni che dovrebbero proteggere i cittadini.
I fatti che la retorica ha nascosto
- I passaggi di carriera tra pubblici ministeri e giudici sono marginali: in dieci anni (2015–2024) sono stati 362 passaggi totali, una cifra che smentisce la narrazione di una “commistione” diffusa.
- La pratica è rara: mediamente poche decine di casi l’anno, spesso tra 20 e 40 cambi; percentualmente si tratta di meno dello 0,5% dei magistrati.
- Il vero peso è sugli errori giudiziari e sui risarcimenti: dal 1991 al 31 ottobre 2025 i casi censiti superano 32.484 e la spesa complessiva per indennizzi e risarcimenti ha superato 1.011.525.925 euro.
Critica alla propaganda bipartisan
La destra ha venduto la separazione come rimedio alla “magistratura politicizzata”; la sinistra ha denunciato il rischio di politicizzazione senza proporre misure di responsabilità effettiva.
Entrambi hanno semplificato il dibattito, trasformando un tema tecnico in scontro ideologico e distraendo dall’unico nodo decisivo: l’impunità di chi sbaglia.
Perché la vera riforma è la responsabilità personale
I numeri sulle ingiuste detenzioni parlano chiaro: negli ultimi anni migliaia di persone hanno ottenuto indennizzi e lo Stato ha speso centinaia di milioni; ad esempio, tra il 2017 e il 2025 sono stati segnalati 6.485 risarcimenti per ingiusta detenzione con 278,6 milioni di euro spesi, mentre le sanzioni disciplinari effettive sono state pochissime.
Il cittadino paga due volte: subisce l’errore e poi lo Stato (cioè i contribuenti) rimborsa. È inaccettabile che chi decide non risponda personalmente delle proprie scelte.
Conclusione: la proposta dell’Anticonformista Indipendente
Non è la collocazione formale dei ruoli a restituire fiducia: serve responsabilità civile e penale effettiva per magistrati, politici e dirigenti pubblici; trasparenza nei procedimenti disciplinari; e controlli indipendenti. Solo così la giustizia tornerà a essere un diritto reale, non un privilegio.
L’Anticonformista Indipendente continuerà a denunciare, senza padrini e senza colori, finché la democrazia non pretenderà che chi esercita potere paghi per i propri errori.
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